Sfrappole di Castel di Casio

200 g min. garantito

4.90

Descrizione

A Carnevale ogni dolce vale, ma uno in particolare è diventato nel tempo un simbolo stesso di questa festa, al pari dei coriandoli e delle stelle filanti. Si tratta delle sfrappole che in ogni parte d’Italia assumono un nome e spesso anche una forma diversa.
Queste strisce di pasta dolce ricoperte da una bella spolverata di zucchero a velo mettono allegria solo a nominarle, ma il problema è come, perché in base a dove vi troviate, le sentirete nominare come chiacchiere, frappe, bugie o frittole.

Da sempre le sfrappole fanno sorridere, forse perché fin dai tempi di Roma antica, esistevano i frictilia, un dolce fritto nello strutto in occasione dei Saturnali da cui pare derivi proprio il Carnevale. Ancora si dibatte sul nome di questa festa, perché l’offerta di dolci era anche un momento godereccio prima della Quaresima, periodo in cui si rinunciava ai piaceri.
C’è chi invece le sfrappole le chiama chiacchiere, secondo la leggenda che vuole la regina Margherita di Savoia alquanto loquace. Donna di gran mondo, intratteneva nei salotti reali gli ospiti con conversazioni, spettacoli, letture e in occasione di una merenda incaricò il cuoco di corte di realizzare qualcosa di ghiotto per stupire i presenti. Nacque così questo dolce che il cuoco, per l’occasione pasticcere, battezzò come Chiacchiere in onore della Regina.

Unico difetto è che sono così buone che finiscono subito, per cui meglio non aspettare troppo a prenderle perché si sa, a Carnevale ogni scherzo vale, ma qualcuno, rimasto senza, potrebbe anche rimanerci male.